lunedì 1 giugno 2020

Lettera al Presidente della Repubblica e al Presidente del consiglio

Buon giorno. Il mio nome è Adriana P. Scrivo per dirvi grazie.

(Seconda fase della pandemia, vicino alla riapertura di quasi tutte le attività)

Grazie per non esservi dimenticati di noi lavoratori di un settore che rappresenta uno dei maggiori introiti del bel Paese se non il primo. Grazie Giuseppe Conti...per aver detto quelle bellissime parole..nessuno resterà indietro. 

Grazie per averci tutelati tutti, nessuno escluso. Certo sarebbe stato bello se fosse stato vero ma così non è. A tutto oggi non sono ancora arrivati i soldi del fis da metà marzo. Ora...da ignorante..mi ero data la spiegazione che troppe domande di evasione avessero intasato il sistema Inps.. subissato gli impiegati di lavoro burocratico che si sa, da noi è un qualcosa di irrinunciabile e caratteristico infatti facciamo tutto nel quintuplo del tempo degli altri paesi se non peggio. 

Oggi però dopo due mesi e mezzo non credo che questa giustificazione 

sia ancora accettabile. Io sono un piccola responsabile che gestisce un piccolo gruppo di persone, (circa 32), molte delle quali vivono sole e non hanno sostegno da parte di nessuno perché stranieri e non hanno un doppio stipendio, alcune hanno figli piccoli altre lavorano con me sia marito che moglie. Mi chiedevo...quando avete detto resistete e stringete i denti che gli aiuti sarebbero arrivati che intendevate dire?

Due mesi e mezzo sono tanti lo sapete? No, poco importa a voi che vivete con meravigliosi stupendi che arrivano anche a 200.000 euro all'anno. Mi domando come fareste voi a vivere senza un soldo per due mesi e mezzo. Io non riesco a mangiare se so che uno dei miei non può fare la spesa. Io mi sento malissimo ad avvicinare la forchetta alle labbra se penso ai loro figli ai quali stanno dicendo no continuamente x tutto o alle persone straniere che vivono in Italia da sole e non hanno nessuno a cui rivolgersi per un aiuto. 

So bene cosa vuol dire stare in un paese straniero senza un soldo in tasca
So bene cosa vuol dire stare in un paese straniero senza un soldo in tasca

So bene cosa vuol dire stare in un paese straniero senza un soldo in tasca 

e non voglio che nessuno dei miei si trovi in quelle condizioni. Ne loro ne nessun altro perche mi si spezza il cuore al solo pensiero. Ma voi....come potete mangiare...dormire... sorridere e scherzare sapendo che miriadi di persone stanno facendo la fame? Perché non parlate con noi? Di noi? Gli invisibili di questa povera sbeffeggiata Italia?
Perché non se ne parla quasi di questi impiegati del turismo che inizieranno x ultimi e forse salteranno la stagione? Perché non fate qualcosa x farci avere questo fis che ci sta sembrando un fantasmino della Walt Disney?
Signori Presidenti,
Forse sarei più degna di essere chiamata io Presidente dato che non sto lasciando nessuno
indietro e sto dando una mano a tutti i miei ragazzi che ne han bisogno. Dovreste essere come delle chioccie e guardarvi intorno assicurandovi che tutti abbiano sostegno e protezione. Ma no...la sera vi chiudete alle spalle la porta..entrate nelle vostre belle case..andate dalle vostre belle famiglie con le pance e le mani piene..e tutto il resto resta chiuso fuori.

Noi tutti siamo come quella piccola fiammiferaia che guardava dietro i vetri 

a qualcosa x lei impossibile da raggiungere.
Io mi vergognerei...
Io non riuscirei più a camminare a testa alta...
Io non riuscirei più a guardare in faccia nessuno...
Ma di che pasta siete fatti voi? E parlo di tutto il mondo politico. Non siete capaci di fare nessun sacrificio voi. Eppure solo due mesi di cessione del vostro stipendio coprirebbe più o meno tutti i fis che ci dovete ancora dare. 

Ma no...non è il caso di fare un sacrificio per queste povere pecore che credono e fanno tutto ciò che diciamo. Signori Presidenti...ricordatevi però che queste pecore un giorno non troppo lontano potrebbero insorgere e rivoltarsi contro tutta questa ingiustizia e trovare in loro il cuore di un leone. La disperazione porta anche a certe trasformazioni.
Fate qualcosa per questo popolo. Fate qualcosa per questi Italiani.
Fate qualcosa per chi fa parte del vostro gregge.
Fate soprattutto si che non si perda rispetto x voi, almeno non più di cio che è già andato perso.
Siamo qui..Vi aspettiamo...Ma non ancora per molto..
Grazie


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1 commento:

  1. Ciao sono Marco e appoggio totalmente quanto hai espresso! Dalle tue parole, traspare delusione e rabbia verso chi come dici bene dovrebbe proteggerci, e invece ha addirittura completamente dimenticato una buona fetta del proprio "gregge". Come te, credo anche io che con la chiusura di tutte le attività commerciali , il governo oltre che preoccuparsi della nostra salute, avrebbe dovuto fare un gesto concreto, nello stabilire, che i primi i suoi rappresentanti, avrebbero dovuto percepire un terzo del loro stipendio, sarebbe stato un gesto coraggioso, forte e deciso verso gli Italiani e verso il mondo intero, in solidarietà a chi, non solo non ha percepito un introito mensile, ma non è neanche stato minimamente aiutato in nessun sussidio ... o a chi ancora lo sta aspettando!
    Non è vero che siamo tutti sulla stessa barca! In termini di salute senz'altro... ma economicamente, ci sono storie troppo diverse e non esiste Equità! Ci sono i privilegiati, e gli Invisibili!
    Ci troviamo solo di fronte a tante promesse, e ora che siamo tutti "aperti", siamo responsabili di noi stessi, in mezzo alla giungla! Ora più che mai, dovremmo essere supportati, e invece la "pesantezza" soccombe, così come le bollette, gli affitti, e tutte le spese che ognuno è richiamato a pagare. Siamo soli!
    Dovremmo sicuramente unirci in un Grido di richiesta Unanime...sono d'accordo!
    Un grande in bocca al lupo a te e a tutti quelli che stanno lottando per andare avanti!

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