lunedì 16 marzo 2020

Aloe Arborescens un segreto miracoloso

Aloe Arborescens: un segreto miracoloso

Differenza tra Aloe Vera e Aloe Arborescens


La natura mette da sempre a disposizione dell’uomo un’infinità di benefici eppure non tutti vengono usati e conosciuti come dovrebbero. In un mondo in cui quasi tutti conoscono l’Aloe Vera, sono in pochissimi ad aver sentito parlare dell’Aloe Arborescens.

L’Aloe Arborescens è uno degli strumenti più incredibili che la natura ci ha messo a disposizione. Infinite qualità benefiche, cura per ogni genere di male.
Già utilizzata nell'antica Grecia e in Cina, serviva a curare ulcera di stomaco e problemi intestinali.
Oggi, può essere usata per tantissimi altri disturbi: punture di insetti; scottature solari; eczemi e irritazioni della pelle; cicatrici antiestetiche; forfora; micosi; candida albicans; ipertrofia della prostata; problemi oculari; intossicazione alimentare; ansia e depressione; problemi articolari; distorsioni; cattiva circolazione.
Sembrano già tantissimi, eppure ne allevia e cura molti di più. Basti pensare che può agire su più dell’80% dei problemi di salute comuni.
Se vi state chiedendo come mai non ne avete mai sentito parlare nonostante le portentose qualità, la risposta risiede nel complicato rapporto tra Aloe vera e Aloe Arborescens.

L’Aloe vera possiede diverse qualità, accentuate e promulgate dall'industria del commercio. Se pensavate che l’Aloe vera fosse la pianta più benefica sulla terra vi sbagliavate. L’Aloe Arborescens possiede infinite qualità in più, più potente, più attiva, più resistente.

L’Aloe Arborescens nasce in Africa, (Oggi ci sono coltivazioni un po ovunque, la BIO si trova anche in Sicilia) dove gli egizi la usavano per curare ferite e bruciature. Le due proprietà preponderanti sono la natura antinfiammatoria e quella antisettica, stimola inoltre il sistema immunitario e i processi di rigenerazione dei tessuti.

Col passare degli anni, inoltre, aumentano i casi di cancro in cui l’aloe ha dimostrato le sue proprietà terapeutiche. Il legame curativo tra Aloe Arborescens e le cellule cancerogene è stato dimostrato attraverso diversi studi e da Oncologi che hanno affiancato l'Aloe Arborescens alle medicine con risultati eccellenti.  

In Giappone, dove è già molto diffusa, uno studio ha palesato la sua efficacia sui carcinomi epatici. I risultati avrebbero mostrato come l’Aloe Arborescens diminuisca il numero di cellule cancerogene e prevenga la formazione dei carcinomi epatici grazie al potere inibitorio.

Padre Romano Zago, frate francescano, ha iniziato a usarla e sperimentarle nel 1988 e in seguito agli innumerevoli episodi di guarigione ha scritto il libro “Cancer tem cura” in cui elenca su quali problematiche abbia effetti positivi: acidità di stomaco; acne; alito pesante; appetito (stimolante); artrite; asma (facilita la respirazione); calli e duroni; calvizie (la combatte); ciclo mestruale (lo regolarizza); colesterolo (lo normalizza); costipazione; duroni; epilessia; forfora; foruncoli; funghi (li elimina); gastrite; herpes simplex; indigestione; iperplasia prostatica benigna; lupus; occhi “appiccicati”; olfatto (perdita di); paralisi; piede d’atleta; polipi intestinali; pressione (la normalizza); prestazione sessuali (le aumenta negli uomini sopra i 40 anni); psoriasi; raffreddore; reumatismi; sinusite; sordità; sudorazioni notturne; toxoplasmosi oculare; ulcera peptica; ulcere della retina; ulcere varicose; unghie (le rafforza).
È considerata una "guaritrice naturale" in quanto ha svolto un ruolo di primaria importanza nella farmacologia di molte antiche civiltà, tra cui Egiziani, Assiri, Indiani, Maya e Romani. Gli Indù addirittura la chiamavano “la guaritrice silenziosa”, mentre gli antichi medici cinesi la consideravano una delle piante più dotate di proprietà terapeutiche e la chiamavano “rimedio armonioso”. I numerosi principi attivi presenti al suo interno, abbiamo detto essere più di 300, possono essere raggruppati in tre grandi famiglie: gli zuccheri complessi, tra cui l'acemannano che ha una potente azione immunostimolante; gli antrachinoni, che regolano la peristalsi intestinale ed hanno azione disintossicante ed antibiotica; e numerose molecole ad alto potere nutritivo ed antinfiammatorio, analgesico, antimicotico, come vitamine, aminoacidi ed enzimi.

Come già detto, proprio grazie alla presenza di questo enorme numero di principi attivi, l’Aloe Arborescens può essere utilizzata sia come prevenzione, sia per la cura di diversi disturbi. Per uso dermatologico l’Aloe Arborescens è ideale per macchie della pelle, punture di insetti, psoriasi, scottature, ustioni ed è ottima anche per le dermatiti e l’arrossamento da pannolino dei bimbi. Per uso orale, grazie alla sinergia dei componenti può essere utilizzata per rafforzare il sistema immunitario, per disintossicare e ripulire a fondo l’organismo dalle tossine nocive, per riequilibrare e ottimizzare l’intestino e per sostenere l’organismo durante i cambi di stagione.

È anche un ottimo rimedio in caso di reflusso gastroesofageo e ulcere gastriche.
Oggi purtroppo siamo bombardati da cibi di scarsa qualità, smog, radiazioni, fattori che indeboliscono il nostro organismo e ci rendono vulnerabili alle malattie.
Assumere l’Aloe dovrebbe essere un’abitudine quotidiana, così come lo è bere un buon caffè.

Data l’elevata concentrazione di principi attivi, i prodotti a base di Aloe Arborescens sono da preferire poiché questo si traduce in una maggiore efficacia preventiva e terapeutica del prodotto come evidenziato dalle numerose ricerche scientifiche. Inoltre, nei prodotti con Aloe Vera viene utilizzato soltanto il gel interno e non la cuticola (buccia) la quale contiene un intero arsenale di molecole utili, indispensabili, vitali dalle proprietà: antinfiammatorie, antidolorifiche, antiossidanti, antibatteriche, antivirali, cicatrizzanti.

C'è chi utilizza l'Aloe Arborescens, (foglia piccola fiore rosso) per fare rimedi casalinghi (ottima soluzione) ma quanto lavoro per ricavarne una piccola dose. In commercio su internet ci sono mille aziende che vendono i loro articoli, ma quante di queste riescono ad avere un prodotto mantenendo tutte le proprietà della pianta (+ di 300), i vari sistemi di lavorazione Come:

.         La sterilizzazione (utilizzo di alte temperature) distrugge una buona percentuale di principi attivi.

·         La pastorizzazione (utilizzo di medie temperature) consente una conservazione molto limitata (pochi giorni).

·         Le basse temperature che bloccano l'attività dei microrganismi ma riprende appena il prodotto torna a temperatura ambiente.

·         L'aggiunta di conservanti naturali, alterano le caratteristiche organolettiche e nutrizionali del prodotto.

Per aver un prodotto sano, che mantenga tutte le proprietà deve essere lavorato a freddo e utilizzare tutta la foglia, questo modo di lavorazione è stato depositato e brevettato da HDR, oggi in commercio solo dai noi Co-partner, ecco come noi usiamo e facciamo business.

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